RECENSIONE DI "MOMENTI STRAORDINARI CON APPLAUSI FINTI"
Fumetto di Gipi, edito da Coconino Press, pubblicato nel 2019.
RECENSIONI
ReCENSIONE DI "momenti straordinari con applausi finti"

La mia storia alla scoperta di Gipi è un po' strana, almeno io la ritengo tale. Sono una persona che da tempo è curiosa del fumetto italiano, anche se non ero solito leggerlo, e molto spesso mi è capitato di vedermi interviste a autori nostrani, benché non avessi la minima idea di chi fossero. Così come con Manuele Fior, ho conosciuto prima la persona che è Gianni Pacinotti piuttosto che l’autore Gipi. L'interesse è poi sbocciato poco più di un anno fa con la pubblicazione di una serie di video dell’autore proprio su YouTube. In questi, mostrava al pubblico il suo metodo di lavoro, cercando di invogliare se stesso a continuare il suo progetto di un fumetto western, con cui è alle prese da tempo. In quel periodo di pochi mesi mi fece molta compagnia, dato che quell’estate stavo lavoravo come impiegato d'ufficio. Le giornate erano parecchio vuote, tanto da permettermi di mettere in sottofondo un uomo adulto che, per ore mentre disegnava, farneticava e monologa a, il tutto condito da alcune scelte di montaggio assai improbabili. L’ho amato come se fosse il vecchio zio chiacchierone che vedi ogni tanto ai compleanni o ai funerali. Tra l'altro, quando ho poi iniziato l’accademia, ho provato a riproporre il più possibile il suo metodo e tecnica, che avevo avidamente assimilato in quelle visioni.
Ora, la mia prima lettura di Gipi è stata con la raccolta “Boschi mai visti”, edita da Coconino Press e pubblicata nel 2018, che presenta tutta una serie di storie brevi datate anni ‘90 e che sono di fatto i suoi primi passi nel mondo del fumetto. Molte sono state prese da riviste come Blu, essendo quindi a tema erotico o direttamente pornografico, altre hanno un accento particolarmente politico. Interessanti per scoprire il percorso artistico dell’autore negli o vedere le influenze che sono rimaste consolidate nel tempo, ma non abbastanza da farmi capire perché Gipi è Gipi.
Il mio secondo tentativo è stato con “Momenti straordinari con applausi finti”, sempre edito da Coconino e pubblicato nel 2019. Questa volta, si che ne sono uscito entusiasta. Il formato da romanzo grafico mi ha fatto appassionare sin da subito alla storia, divisa in capitoli, e che spara a destra e a manca continui cambi di scena e di stile grafico, che poi si concludono e spiegano una volta arrivati al collo di bottiglia. L'Acquerello si alterna, passa dall’iper realismo fatto di macchie di colore allo stile più immediato e leggero caratteristico dell'autore, il cui tratto a china è spigoloso, quasi sofferente, che quindi esplode nelle sequenze in bianco e nero, fatte col solo inchiostro e apparentemente slegate dal resto, figure composte di linee sporche e neri dati da scarabocchi concentrici, nervosi, quasi a voler ferire il foglio di carta per sfogarsi. Il racconto fa male, e vede un protagonista Stan up comedian alle prese con il dolore della sofferente madre in ospedale. Il motivo per cui mi sono soffermato tanto sul conoscere, superficialmente, come Gipi si esprime e cosa gli sta a cuore nella vita reale, al di fuori dei suoi libri, è perché proprio in questo fumetto ho visto tantissimo di lui. Questo ne ha enfatizzato l’immersione. Ne sono uscito completamente stupito e rintontito quando ho letto il modo in cui ha scritto e usato le didascalie. Adotta un linguaggio colloquiale, alle volte scorretto e estremamente, volutamente e poeticamente, ripetitivo. Alle volte descrivono le scene appena vissute, altre riassumono già che ciò sappiamo, alcune sostituiscono delle vignette che non avrebbero motivo di esserlo. Tutto questo dona un ritmo e un'identità unica allo stile narrativo e grafico di questo fumetto. Mentre leggevo, riconoscevo in quelle parole il modo di esprimersi di Gipi,il suo modo di raccontare, il che ha portato il mio cervello a recitarle con la sua voce, dandomi un'esperienza unica che non avevo mai provato.
In definitiva, consiglio assolutamente quest’opera dal cuore pesante e dal finale amaro, che cattura come la tela di un ragno e che si deveve ricomporre come i tasselli di un puzzle. Risulta una lettura che ha l’animo intellettuale senza mai risultare intellettualoide, essendo tutto di facile comprensione ma al tempo stesso artisticamente non scontato e affascinante.
Recensione di Andrea Abiuso, agosto ‘26
