RECENSIONE DI "CELESTIA - INTEGRALE"
Fumetto di Manuele Fior, edito da OBLOMOV, pubblicato nel 2021.
RECENSIONI
ReCENSIONE DI "CELESTIA - INTEgrAle"

Personalmente, ho conosciuto Manuele Fior sulle pagine de La Fine Del Mondo. Sempre più si consolida in me l’idea alla base della rivista italiana tutta a fumetti, che, data la sua identità seriale, funziona come un biglietto da visita. In una giovane generazione di lettori che predilige sempre più i manga o albi supereroistici, avere un piccolo catalogo di autori italiani, anche se con qualche eccezione, tanto più che fare appassionare alle trame presentate, aggiunge alla sua mente dei nomi meno noti, accompagnati da qualcuno che potrebbero avere già sentito. Questi, quindi, rimangono sempre più impressi, dando possibilità a persone come me di avere un porto sicuro nell'acquisto di alcuni titoli. Ciò che mi è accaduto infatti è proprio questo. Quando nello scaffale della libreria sono stato attirato da un volumone cartonato dei colori del cielo, ciò che mi ha convinto nella scelta è l’essersi consolidata un me l’idea di Manuele Fior come un valido autore su cui investire tempo e soldi. Ovviamente, non voglio dire che il merito della sua popolarità è da attribuire alla rivista, dato che comunque lavora nel settore da più di 20 anni e gli sono stati riconosciuti vari premi, anche internazionali. Ma sono certo che per un neofita, scopritore dei nostri artisti italiani, possa essere in qualche modo servita.
Comunque, il fumetto a cui mi riferisco è Celestia, la cui edizione integrale è edita da Oblomov e pubblicata nel 2021, scritto e disegnato da, appunto, Manuele Fior.
Il termine “investimento” che e ho usato prima non è stato a caso. Il volume, per un costo di 35 euro, conta 272 pagine a colori con una copertina cartonata (forse un po' delicata, ma potrebbe essere stata una sfortunata esperienza personale) e un formato di 19,5 x 25,7 cm. Non un fumettino da leggere in spiaggia sotto l'ombrellone insomma.
Il colpo d’occhio non si limita solo all’involucro, anzi non è altro che un attimo di respiro nel tripudio di colori che si trova al suo interno. Avendo letto tutti gli episodi usciti di Ninnananna, stampati su carta da rivista, sono stato piacevolmente conquistato da quanto un cambio di qualità possa fare bene allo stile e alla tecnica di questo autore. Tra quelle pagine è più tangibile che mai il calore del sole sulla pietra, lo sciacquare delle pagaie nel mare e tutti quei rumori propri di una laguna disabitata.
La sua formazione da architetto si riconosce nelle perfette prospettive e negli edifici che costruisce e in cui fa muovere i personaggi, i quali tradiscono la maniacalità degli ambienti facendo trasparire la loro natura di tempera stesa col pennello. Ulteriore elemento di valore di questo autore e come costruisce proprio quest’ultimi. Ogni individuo è estremamente riconoscibile dall'altro per via delle proprie caratteristiche somatiche, oscillando tra il vero e il caricaturale in una miscela perfetta. Occhi spiritati talvolta emergono da questi visi che incarnano l’atmosfera sospesa del racconto. L’imprevedibilità della narrazione è propria di una storia onirica come questa che unisce l'estetica veneziana con il Giappone di Miyazaki e Otomo e intrecciate dalla sua maestria nel dipingere la sensualità. Manuele Fior non vuole imboccare il lettore, crea un testo aperto su cui non concede più risposte dello stretto necessario, concentrandosi molto sulla relazione tra i due protagonisti, in cui l’ambientazione post-apocalittica non è che un pretesto di contorno. Entrambi sono attirati l'uno dall'altra, come da una forza mistica, entrambi si sentono scomodi nel ruolo che ricoprono, e finiscono per respingersi.
Celestia, se prendessimo solo la nuda sceneggiatura rischierebbe di risultare manchevole di alcune risposte, ma è proprio la sua narrazione visiva, il ritmo perfetto e il tratto materico che esaltano la poesia e la poetica di questo fumetto.
In definitiva, consigliato a chiunque voglia perdersi in un mondo visivamente affascinante, ma attenzione alla presenza di sessualità, abbastanza esplicita, ma mai volgare.
Recensione di Andrea Abiuso, agosto ‘26
